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TeleCanapa Agosto 2025

TeleCanapa

Agosto 2025

Ciao e ben venuto a TeleCanapa, dove ti terremo aggiornato con rassegne mensili di tutte le maggiori novità riguardanti la Cannabis nel mondo.


Ci scusiamo per l’infinito ritardo di questo episodio, ma tra guasti tecnici, cambi professionali e sviluppi familiari abbiamo avuto non pochi setbacks,

associati poi ad eclissi lunari e comete intergalattiche, abbiamo dovuto rassegnarci a far passare il momento e pubblicare anche questa edizione appena gli astri ce lo avessero permesso, ed eccoci qua:


In questa uscita:


  • Svizzera; Avanti con una proposta di legalizzazione della cannabis, ma il mercato online sarà in mano a spacciatori federali.

  • Italia; Canapa light una droga e grow shop criminali, ma intanto le grandi aziende fioriscono: che ci sia un complotto?

  • Europa; La Turchia annusa di nuovo la canapa, la Slovenia disegna un progetto invidiabile e ricco di “buon senso”.

  • Mondo e Dintorni; No: non è una “gateway drug”; e si: i lavoratori del settore sono tra i più felici e soddisfatti.

  • Studi e Medicina; Canapa: anche le foglie contengono fitoelementi dal potenziale terapeutico.

  • Scoop; “Re Carlo è un guaglioncello dalla mente aperta” ed i “superpoteri della cannabis”: un’analisi della situazione.


E passiamo subito al nostro primo servizio, in casa nostra, dove ancora una volta sembra che al popolo venga allungato un megafono per urlare esattamente ciò che il gran consiglio desidera.Ed ecco che i cittadini sono disposti a mettere qualità e salute in mano a chi, solitamente, cerca solo profitto, spesso ottenibile con: abbattimento dei costi, della qualità, ed aumento dei prezzi, vedi la cassa malati…Quindi, perché non mettere in mano ad uno stato, che si appoggerà ad aziende private, il potere decisionale di tutto un mercato di cui conosce solo i numeri?


Infatti la cannabis viene ormai vista dai governi come “il nuovo bitcoin”, e la produzione deve essere monitorata alla stregua di banconote federali, senza alcuno spazio per: spirito, cultura o idea di benessere intrinseco ed abbondanza per tutti, ma solo per la tasche dei soliti e la dipendenza dai regolatori che imporranno il proprio profitto su chi pensa di “vivere in libertà”.


Nella recentemente, finalmente, approvata proposta di legge, infatti, la cannabis diverrebbe monopolio di stato, esattamente come le sigarette, e già abbiamo visto cosa è successo alla povera pianta di tabacco…La differenza si rende evidente quando andiamo a vedere però il mercato online: pressoché proibito per le sigarette, a causa delle già presenti offerte di mercato del CBD, lo stato vorrebbe accaparrarsi il 100% del mercato online, proponendo i miseri prodotti listati come unica risorsa per chi non avesse accesso ad alternative.


In pratica, se lo fai tu, investi e produci un materiale etico, di qualità, con molta manodopera ed artigianalità: è spaccio; ma se lo fa lo stato è un servizio tassabile.


Per quanto ci riguarda, solo una cosa rimane importante: la possibilità di autoproduzione.L’unico vero modo per conoscere la pianta, capirne il valore ed ovviamente: sapere come viene cresciuta, con cosa venga nutrita e come verrà conservata.Nessun ente statale curerà mai i tuoi fiori come puoi farlo tu.


Quindi lotta e difendi sempre il tuo diritto all’autoproduzione.( che poi questo varrebbe per tutti gli ortaggi, solo che servirebbe che ognuno avesse uno spazio per fare un orto, e mi sembra ci fosse stato un politico d’oltr’alpe che promuoveva questa cosa…)


Ed in terre italiche vediamo invece come possano esistere due realtà all’interno di uno stesso mondo: da una parte politici e legislatori eletti che, contro il popolo e l’Europa, cerca di proibire e rendere illegale la canapa mentre dall’altra ci sono aziende d’eccellenza tra agricoltura e medicina, che portano avanti ricerche ed esperimenti per creare il prodotto migliore…


Siamo confusi.


Come mai mentre i grow shop ed i negozietti di CBD vengono minacciati, sequestrati, chiusi ed additati come il male, lo stato tollera ricerche e studi atti a migliorare il prodotto? ( ricorda un po’ quella cosa del laboratorio per il gain of functions research…)


Cosa ci sfugge?


Possibile che ci siano una cannabis buona, quelle delle industrie farmaceutiche e dei laboratori militari, ed una cannabis cattiva, quella degli autoproduttori, di chi vuole sapere ciò che consuma e che vuole farlo alla luce del sole, come solitamente si fa con tutte le orticolture?


Perché la cannabis deve essere per forza rinchiusa in una box e sflashata con “Diodi che Emettono Luce” a frequenze e con orari innaturali, bombardata di zuccheri ed ormoni come già viene fatto negli allevamenti intensivi?


In sostanza, capire gli schemi di chi manovra greggi così grandi non è cosa semplice ed intuire il perché vengano fatti muovere certi ingranaggi in direzioni all’apparenza opposte può rivelarsi una tana troppo profonda da esplorare, ma a noi piace sporcarci le mani, quindi continueremo a scavare e fare domande.


(Come il detto: domandare è lecito, rispondere è cortesia…eh, un po’ scortesi sono si….)


Ma ci sono stati dove qualche domanda viene risposta, come in Slovenia, dove il popolo ha chiesto ed il governo ha risposto, anche in maniera positiva e propositiva, dopo aver analizzato molteplici dati ed aspetti.


Proprio come il buon senso suggerirebbe, i punti chiave resterebbero: la tutela dei minori, la valutazione individuale della capacità di guida se si sospetta un’alterazione, la decriminalizzazione del possesso e la possibilità di autoproduzione.Come dice una parlamentare stessa: “Come da analisi, la cannabis non è più pericolosa di altre sostanze già regolate, come alcol e tabacco.”“L'ultima spinta della Slovenia verso la cannabis riflette un modello di legalizzazione non commerciale, incentrato sulla salute pubblica, sulla libertà personale e sulla riduzione del danno.


A differenza di paesi che hanno aperto mercati commerciali regolamentati, come il Canada o alcuni stati degli Stati Uniti, la Slovenia sta tracciando una rotta che dà priorità alla coltivazione domestica, all'accesso sicuro e al rispetto dell'autonomia individuale.


In particolare, questa iniziativa non è guidata da pressioni aziendali, ma piuttosto dal sentimento diretto degli elettori e dai legislatori che vi rispondono.”


E questo, caro telespettatore, è ciò che sta a cuore a TeleCanapa, anche se, essendo parte del settore, non possiamo non ricordare che ci sono degli artigiani e maitre veri e propri di cui il prodotto, tra i migliori al mondo, non potrà mai essere promosso, e questo resta un peccato…É esaltante però vedere una fumata bianca anche nella coltre dell’amaro fumo preferito dai turchi, che finalmente sembrano poter tornare ad annusare anche il dolce profumo che gli è stato negato negli ultimi secoli, un profumo mai dimenticato.


Come dice Dolce Vita: “ Nonostante il piglio proibizionista abbia condizionato la politica turca nel settore delle cannabis negli ultimi decenni, i cambiamenti inaugurati dal 2019 in poi, in confronto all’Italia, la fanno sembrare la Giamaica.”


Ora: non è proprio così, però effettivamente il “dittatore Erdogan” ha promosso il ritorno della pianta di canapa per usi industriali, e ne ha concesso il ritorno nella medicina.Infatti da luglio 2025 si potrà acquistare CBD in olio o infiorescenza dalle farmacie autorizzate.


(Cavolo: se ricominciano a fumare i turchi dovremo raddoppiare la produzione!!!)


Però, visti tutti questi passi avanti nella legalizzazione e decriminalizzazione, non è che si rischia di aprire le porte alla tossicodipendenza da altre sostanze?La risposta arriva, dopo anni di studi e calunnie, all’unisono:

il concetto gate-way drug è una caxxata.


Lo dice a gran forza il Giappone, con uno studio finanziato dal governo.Come afferma il rapporto: "Potrebbe essere il contesto normativo, piuttosto che le proprietà farmacologiche della cannabis in sé, a creare un effetto ‘gateway’”; ovvero: non è la cannabis che ti fa venire voglia di provare altro, ma lo spacciatore che ti propone alternative quando un prodotto scarseggia… 


( il “te l’avevo detto” non renderà mai la giusta giustizia a questa ingiustizia…)


Inoltre, sorprende che questo studio provenga dal governo giapponese, uno dei paesi meno tolleranti al mondo.


E se la cannabis fosse una  get-away-drug (droga d’uscita)?


Diversi studi recenti indicano che la cannabis non solo non incoraggia l'uso di altre sostanze, ma in alcuni casi funziona come sostituto di droghe più pericolose o che creano dipendenza, aiutando le persone a superare l'uso problematico.


Negli Stati Uniti, ad esempio, si è registrato un calo significativo del consumo di alcol e sigarette tra i giovani dopo la legalizzazione della cannabis. Altre ricerche hanno rilevato riduzioni nell'uso di oppioidi, benzodiazepine e alcol tra i pazienti con accesso legale alla cannabis terapeutica.


Anche l'American Medical Association (AMA) ha pubblicato studi che collegano l'uso a lungo termine di cannabis terapeutica alla riduzione del dolore e alla minore dipendenza dagli antidolorifici tradizionali.


Un fatto rimane: nonostante la crescente mole di dati scientifici che confutano il mito della "droga di passaggio", questo continua a pesare pesantemente sulle politiche pubbliche, sul dibattito istituzionale e sulle campagne di allarmismo.Lo studio giapponese, uno dei più ampi e rappresentativi finora condotti in Asia, dimostra che è ora di abbandonare le supposizioni e basare le nostre argomentazioni sulle prove scientifiche.


Ad esempio: lo sapevi che dopo una serie di indagini è stato rivelato che il lavoratori dello stesso settore della cannabis, sono tra i più felici e soddisfatti della propria professione?Come dice High Times: “Prima di dire "Beh, sì, sono fatti", aspetta un attimo.


Questo rapporto si basa su sondaggi in tempo reale, a fine turno. Si tratta di persone che hanno appena lavorato in piedi per un giorno intero. Premono un pulsante con la scritta "Bene" o "Fantastico" prima di tornare a casa; non perché siano fatti, ma perché si sentono supportati. E questo è raro.”

Ora, ciò che veramente ci sorprende di questa “categoria” è che, a livello federale, la cannabis è ancora illegale, e per rappresentarla è stata raggruppata, nientepopòdimenoche, con: tabacco e sigarette elettroniche…


( ma quanto prendono per il calo questi?!?)


Meno male che, anche a TeleCanapa, abbiamo una rubrica che porta dolci note alla causa: studi e ricerche hanno dimostrato che non solo le fibre, i semi ed i fiori della pianta di canapa sono utili; ma anche le foglie contengono fitoelementi specifici con proprietà terapeutiche!Questo potrebbe spiegare un po’ il perché il simbolo della pianta sia sempre stata l’iconica foglia a sette punte, ed un po’ perché a qualcuno questo simbolo era persino venuto in mente di vietarlo…Ed a causa della quantità e qualità di ricerche che si stanno sbloccando nel mondo, siamo anche venuti alla scoperta che: “…dal presente studio è stata evidenziata l'efficacia dell'olio di canapa nell'accelerare i processi di guarigione delle ferite, in particolare la riduzione delle dimensioni delle ferite, l'epitelizzazione, la formazione di tessuto di granulazione e la vascolarizzazione", hanno scritto gli autori, "con risultati che indicano un effetto superiore rispetto all'unguento al cloramfenicolo”.


E da un’altro studio: “Dopo aver esaminato i risultati di 16 studi sottoposti a revisione paritaria – con i dati di quasi 9mila donne – una nuova revisione scientifica suggerisce l’utilizzo della cannabis medica per il trattamento del disturbo dell’orgasmo femminile (anorgasmia), identificandolo addirittura come trattamento di prima linea.”

"I resoconti costanti di un miglioramento della funzione dell'orgasmo nelle donne con e senza FOD(Female Orgasmic Disorder) abbracciano 50 anni di ricerca, con la cannabis suggerita come trattamento per i disturbi sessuali fin dal 1979", afferma l'articolo.(Ti ricordi quei complottisti che parlavano della riduzione della popolazione, della natalità e della distruzione del nucleo familiare, del femminismo lesbico o asessuato…che grulli…)Senza dimenticare la conferma di queste ricerche: “Uno studio finanziato a livello federale rivela che il CBD ha il potenziale per trattare il disturbo da uso di alcol riducendo i sintomi di astinenza e il rischio di ricadute”;


E: “L'apertura di dispensari legali di marijuana è legata a un calo enorme dei decessi correlati agli oppioidi, secondo un’analisi”;


Sennò: “Canapa: la pianta multifunzionale per il risanamento ambientale; dai PFAS ai metalli pesanti, uno strumento naturale di bonifica e rigenerazione ambientale”;


Ma anche: “Il legno di canapa per salvare le foreste

L'idea arriva dall'azienda polacca Green lines che, dopo anni di ricerca, propone mobili in canapa e lino e una bioplastica a base di canapa”;


Ed aggiungerei: “l’Hempcrete, una miscela di fibre di canapa, calce e acqua, si propone come alternativa ecologica al calcestruzzo tradizionale. È leggero, traspirante, isolante e assorbe persino il carbonio.”


Ma uno dei più sorprendenti indubbiamente rimane: “I consumatori di marijuana hanno “capacità cognitive migliorate”, dimostra un ampio studio finanziato a livello federale”


(Cioè: in pratica chi usa cannabis è un Avenger…)…


Ebbene si: “I dati hanno rivelato che i consumatori di cannabis hanno mostrato "caratteristiche della rete cerebrale tipicamente associate a cervelli più giovani, insieme a capacità cognitive migliorate, evidenziando un potenziale ruolo modulatorio dei cannabinoidi e degli endocannabinoidi nei processi neurodegenerativi", potenzialmente a supporto della resilienza cognitiva. Questi benefici sono stati osservati dalla mezza età agli ultrasessantenni ed oltre.”


(“Non invecchia mai chi fuma l’erba, della giovinezza, boom”)


E, a discapito chi grida “all’adrenocromo”, sembra essere proprio la cannabis uno dei fiori che turba King Charles, nonostante i pesanti divieti imposti ai sudditi.Ci dice High Times Magazine: “Nelle ultime settimane, un titolo scioccante ha fatto di nuovo il giro: "Re Carlo usa la cannabis terapeutica per curare il suo cancro". Alcuni articoli menzionano persino una "piccola coltivazione" ad Highgrove (fra tutti, ndr…), insieme ad oli raccomandati dai medici svizzeri. 


Quindi: cosa sta succedendo?

Premettendo che l’intero articolo si basa su “informazioni filtrate e non ufficiali”, sembrerebbe che: “una fonte interna alla famiglia reale l’avrebbe raccontata così: ha considerato la cannabis come un mezzo per combattere la malattia e anche per alleviare il dolore che il cancro gli sta causando. He is a very open-minded chap…”


Questo ci porta a darci le consuete risposte, dove quando lo fa chi può si può, e quando lo fa chi non può non si può.Abbiamo capito, ma non ci arrendiamo.


Mai.


(Quindi hai visto che anche questa era una bugia: l’erba voglio cresce proprio nel giardino del re!)



Si conclude così questa edizione di TeleCanapa, la tua rassegna sulla

cannabis nel mondo, per il mese appena trascorso.


Io sono Iacopo, ed è stato un piacere intrattenerti!


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La rassegna di settembre è già in stesura e faremo il possibile per farla uscire a breve!


Grazie per la pazienza!



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